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What is Monte Pasky?

Ero nel mezzo di una riunione di affari, in qualità di consulente allo sviluppo delle attività internazionali per un piccolo gruppo di imprenditori italiani del settore immobiliare, quando il nostro referente statunitense pose questa semplice domanda. Poiché si era fatto più volte riferimento al “Monte dei Pascoli”, come lo chiamavano i miei clienti toscani, l’americano, evidentemente digiuno di conoscenza del nostro paese, domandò schiettamente:- What is Montepasky? “ A quel punto il più giovane e rampante della piccola rappresentativa seduta al tavolo sbottò con un toscanissimo: “ Oh grullo!, guardi che noi ci s’ha il Monte dei pascoli da prima che Colombo scoprisse l’America! E ‘un’è che si stia parlando di una cosuccia da nulla, gli è la prima banca ammondo!” Finì a ridere e, per mia fortuna, l’americano non se la prese più di tanto, anzi. Alla fine l’idea di aver conosciuto la prima banca del mondo e di avere un’opportunità di combinare affari con dei suoi clienti gli piacque; tanto che di lì a poco fui spedito nella Repubblica Dominicana per proporre un piano di urbanizzazione di una vasta zona in via di sviluppo, vicino al capoluogo.

Mi è tornato alla mente e ho voluto raccontare questo episodio in questi giorni in cui è scoppiata la “grande bufala” del Monte Paschi, perché lo trovo esemplificativo di una sorta di orgoglio nazionale, di affezione ai simboli prestigiosi del nostro paese che vediamo crollare ad uno ad uno davanti ai nostri occhi attoniti, ad opera di una classe dirigente che dimostra ogni momento di più la sua inconsistenza, il suo marciume, il suo livello insostenibile di corruzione, di intrecci, di connivenze ed intrighi di bassa lega. Una sorta di gigantesca associazione a delinquere che non trova riscontro in nessun altra parte del mondo e che difende se stessa con uno stile spudorato, insolente, arrogante, fino al limite del paradosso e, troppo spesso ormai, ben oltre. Da troppi anni ormai questa gentaglia al potere nel nostro paese ha preso il vezzo di dichiarare in pubblico, a propria discolpa, affermazioni cui non potrebbe credere neanche un bambino. Da Scajola che non sa chi gli ha comprato la casa a Rutelli che “non si è accorto” che dal conto della Margherita mancavano 12 milioni su 13, a Bersani che urla “li sbraniamo” se provano ad addossare la colpa alla fondazione, proprietà del Comune e degli altri enti politici, tutti rigorosamente e saldamente nelle mani del partito da sempre. Degni compari di quella maggioranza di “onorevoli” che è andata a dichiarare in parlamento che per loro  Ruby era davvero la nipote di Mubarak! Eppure non mi sembra che la nostra pur terribile costituzione preveda il diritto di presa per i fondelli del senso comune.

Ma veniamo al Monte Paschi, il caso giusto per porre qualche piccola riflessione, per guardare bene quello che è sotto gli occhi di tutti.

Dunque la più antica banca del pianeta compra un’altra banca. E’ il 2007, non ieri mattina, il 2007, lo ripeto. Quando compra dal Banco Santander la Antonveneta, la banca oggetto dell’acquisto è valutata 3 miliardi di eur. Valutazione oggettiva, certificata ed in più registrata a quel valore negli asset della banca cedente, il Santander. Nessun dubbio possibile, quindi: la Antonveneta “vale” 3 miliardi. Era l’8 novembre 2007 quando MPS dichiara di aver raggiunto un accordo per l’acquisizione di questa banca per 9 miliardi di Eur, tre volte il suo valore! Provate a comprare una Panda che costa 8 mila Eur e dichiarare che l’avete acquistata per 24 mila, e vediamo quanto tempo impiega Befera a mandarvi gli scagnozzi di  Equitalia a suonare il campanello di casa! Niente. Silenzio assoluto da parte di tutti: media, controllori di ogni genere, la Consob, la Banca d’Italia, il Ministero delle Finanze, l’ABI infine. Non che l’ABI sia un organo di controllo, non commettete l’errore di vederlo in questo modo e men che mai un organismo di tutela per chiunque altro che non siano i suoi associati, le banche. Un cartello puro e semplice, detto in italiano. Presidente dal 2010 dell’ABI, Giuseppe Mussari, presidente anche di MPS: a riprova.  Silenzio e non solo. Il 4 febbraio del 2011, la nostra banca MPS risulta essere la quarta banca italiana per capitalizzazione: un successo! Peccato che a fine anno il bilancio presenti una perdita di 4,7  miliardi. Sintesi della prima considerazione: quando uno compra una cosa a tre volte il suo valore (e più, alla fine i miliardi di Eur saranno ben più di 10 ndr), viene bene un famoso detto di Andreotti:

“ A pensare male si commette peccato, ma si indovina spesso”.

Secondo voi? Ma no, qui nessuno pensa male. Neanche la Banca d’Italia che si è vista passare davanti un acquisto del genere, si è accorta di nulla. E oggi ci dice di essere stata ingannata, Già, perché tu sei messo lì a guardare cosa fanno le banche, mandi in giro i tuoi ispettori nelle filiali, poi ti passano davanti 4 miliardi di surplus in un acquisto e manco ti insospettisci. Certo, c’è da credergli. Io dico che come minimo il Governatore si dovrebbe dimettere, ma io frequento per mia fortuna i paesi civili. E infatti non succede nulla. I sindacati protestano per i tagli al personale, la regione Puglia si associa, fioccano le petizioni al Ministro Fornero -le disgrazie non vengono mai da sole- ma Monti ed il suo governo tirano dritti e si preoccupano di altro per quasi tutto il 2012, fino a quando si va in campagna elettorale. Allora sì, finalmente si può parlare pubblicamente del Monte dei Pascoli. Perché? Ma la risposta è ovvia: è una bomba ad orologeria che viene fatta esplodere nelle mani del PD. Questa è ovviamente la tesi del PD e di Bersani che all’improvviso cambia registro della sua comunicazione passando dalle giullaresche facezie da comico improvvisato nel maldestro tentativo di rubare voti a Grillo, le famose smacchiature di leopardi o asciugature di scogliere fino al vin brulè, si trasformano in “li sbraniamo” e ”che nessuno si azzardi” ; la solita italica cantilena dell’io non c’ero, siam tutti responsabili, è il sistema. Come se non fossero loro, il sistema, da trent’anni a questa parte. Ben venga l’occasione elettorale, dunque per buttarsi in faccia l’un l’altro il loro stesso letame. Lasciamoli pure annegare nel loro habitat naturale, questa massa insulsa di rubagalline, e tralasciamo le indagini sul passato: tanto lo sappiamo bene che fanno parte tutti allo stesso modo della stessa giostra, dilapidare il nostro paese. Fino a quando glielo lasceremo fare. Pensiamo invece al presente ed anche all’immediato futuro perché, ahimè, la soluzione, come spesso avviene, è anche peggiore del danno. MPS è nei fatti fallita, non c’è alcun dubbio, almeno dal punto di vista tecnico. Di questo fallimento, ne siamo certi, si è accorta la banca d’Italia, così come ne siamo certi se ne avvede l’ABI. Tutti sanno bene che il “buco” è mascherato da titoli improbabili e da valutazioni di bilancio fantasiose, ma tutti gli attori coinvolti fanno finta di credere a quelle carte truccate che sarebbe in grado di smascherare anche il più sprovveduto dei polli da spennare al tavolo dei bari. Questo per tutta la durata del governo Monti. Strana coincidenza, politicamente parlando. Oggi si scopre il bubbone e Bersani strilla come un ossesso, ma è un bluff anche questo. In realtà, nel giro di poche ore Monti butta sul piatto il risparmio di tutte le famiglie italiane, così dolorosamente sottratto ai propri bisogni, sotto forma di IMU sulla prima casa. Dove è finita l’emergenza finanziaria internazionale, quali sono i grandi rischi per il Paese in nome dei quali imporre sacrifici a tutti, casta esclusa, of course? Nella latrina della madre di tutte le truffe finanziarie, il caso Monte Paschi. Incredibile, immorale, inammissibile da qualsiasi punto di vista. Politicamente improponibile. Come travestire una  cosa del genere? Come “venderla” politicamente a quei babbei degli italiani? Ed ecco resuscitare un’altra demenziale creatura dei nostri pubblici amministratori: i Tremonti Bond.

Dunque agli italiani raccontiamo che a MPS si “prestano” i soldi, attraverso questo strumento da ospedale psichiatrico che sono i Tremonti Bond. Dei titoli che renderanno -questa per dirla è necessario allontanare il naso dalla telecamera, altrimenti la si rompe- il 9%!!! Squillino le trombe, rullino i tamburi, la più grossa di tutte eccola qua! Non c’è bisogno di essere laureati in economia e nemmeno di vantare improbabili competenze di finanza come Fassina, basterebbe aver frequentato le lezioni di aritmetica in quarta elementare per capire che pagare quel tasso di interesse è matematicamente impossibile.

Semmai qualcuno non se ne fosse accorto, si vada a rivedere le recenti vicende  della Grecia o si rilegga il capitolo Default in L’ora della Ghigliottina. Se poi proprio non vi volete persuadere, allora prendete un foglio a quadretti e cominciate a far di conto. Tasso del debito 9% + spese generali e costi di gestione corrente + ammortamenti+ rischi + margine di contribuzione… a che tasso dovrebbe reimpiegare quei denari il Monte Paschi? Al 20, al 30%? In un mercato finanziario europeo dove la BCE offre denaro ad un tasso dell’1%, l’Euribor sta allo 0,20% e i mutui al 4%, chi se lo comprerà il denaro dal Monte a cinque volte il prezzo di mercato? Nessuno. Risposta esatta. Dunque il Monte Paschi non pagherà mai quel tasso, ve lo firmo qui e ora e sfido anche Draghi a dimostrarmi il contrario. L’MPS non remunererà mai la vostra IMU, cari italiani, dimenticatevelo! Dunque, come previsto da questo lisergico progetto, il Monte sarà nazionalizzato, passerà dalle mani della sinistra scialacquona agli sciacalli della politica finanziaria del palazzo, a spese nostre. Ora, provate a chiedere alle famiglie italiane se preferiscano aver indietro i soldi dell’IMU o farli usare dallo stato per comprarsi una banca che equivale a dire per coprire i buchi di chi ha rubato a man bassa. Cosa pensate che vi rispondano?

Allora Monti ha tenuto sotto silenzio per un anno di governo la vicenda, a bollire in pentola, senza fare scoppiare lo scandalo, poi viene fatto esplodere in campagna elettorale con Napolitano che raccomanda di non parlarne troppo, come si conviene ad un garante alto dei diritti dei cittadini, poi si prestano i soldi dell’IMU e si aprono un poco di inchieste, per far finta di cercare qualche responsabile, fra i tanti che cadono oggi dalle nuvole. Dopodiché si negozierà con il PD chi deve saltare, chi no, a quale prezzo si compra e quando. Se avete il sospetto che l’IMU sia servita a Monti per comprare il consenso del PD prima e per negoziare tutta la politica dopo, ivi compresa la sua presidenza, direi a naso che non vi sbagliate. Di certo stavolta non commettereste  peccato.

FC

 

 

By |2017-12-10T22:25:25+00:00febbraio 11th, 2013|Categories: Politica & Società|0 Comments

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